
Popoloso centro abitato posto a
151 metri d'altezza sulle colline a Nord di
Napoli, dista dal capoluogo soltanto 10 chilometri ed è di radicate
tradizioni agricole con notevoli attività industriali. Composto da otto
frazioni, ha origini che sono molto antiche, tanto che la zona risulta
abitata addirittura nel Neolitico e poi dagli Osci. La prima citazione
storica risale al X secolo, quando Marano era composto da appena tre
nuclei abitativi. Il nome, secondo la dottrina più diffusa, deriva da
quello di un proprietario terriero romano Marius (passato
attraverso "Marianus" e quindi "Maranus").
Insieme a gran parte del territorio circostante e dei nuclei abitati,
appartenne in feudo alle famiglie Cirella e Caracciolo.
Il Centro Storico, sotto la pressione della moderna edilizia che ha
espanso l'area comunale, ha conservato alcuni tratti dell'antico borgo
rurale. Notevole l'architettura civile con il Castello del Belvedere
Monteleone, fatto erigere nel XIII secolo da Federico II di Svevia, la Torre
Piscicelli Caracciolo, che risale al periodo aragonese, e il Castello
di Scilla, costruito nel 1250 e con ogni probabilità
contemporaneamente al Castello di Monteleone. I tre edifici si rivelano
interessanti sotto il profilo architettonico, ma anche per le
testimonianze storiche e artistiche, in particolare presenti nella Torre
Piscicelli.
L'architettura religiosa comprende le chiese di San Castrese, dello
Spirito Santo, di Vallesana e dell'Annunziata. La
prima risulta costruita su un preesistente luogo di culto dell'VIII
secolo, del quale conserva alcuni elementi ed offre l'occasione per
ammirarne le decorazioni, il disegno architettonico, un bel Fonte
Battesimale e una statua seicentesca del Santo. La seconda è del XVI
secolo, ha una bella facciata con decorazioni moderne e l'interno con
alcune interessanti opere cinquecentesche. Vallesana, citata già nel
'500, è un antico edificio di culto che custodisce una venerata statua
della "Madonna col Bambino". L'Annunziata, infine, è un
edificio del XIV o XV secolo costruito su una struttura di epoca romana.
Notevoli le testimonianze archeologiche, cominciando dal Mausoleo
Romano (noto come "Mausoleo di Ciaurro") che si trova
nei pressi dell'abitato ed è costituito da un poderoso basamento quadrato
sul quale poggia un tamburo cilindrico con cornice sagomata in cotto.
L'intera costruzione risale al I o II secolo d.C. ed è in "opus
reticulatum" di tufo, con le pareti in cotto. In basso si trova
la rettangolare camera sepolcrale con volta a botte. Lungo le pareti si
aprono le nicchie e tre finestre oblique. L'ambiente superiore, che si
trova nel tamburo, presenta nicchie alle pareti e conserva parte della
cupola e tracce del rivestimento in stucco.
Testimonianze del III secolo a. C. sono emerse nella frazione San Pietro e
sotto le fondamenta del Palazzo Di Maro. Cupa dei cani, Cupa
Orlando e via Pèndine risultano essere tracciati viari di epoca osca. Un Altare
sacrificale romano è venuto alla lice nel cortile del Convento di San
Francesco, un altro è stato trovato a San Rocco. Dalla frazione Marmolito
proviene un miliarium di 2,5 metri conservato nell'Anfiteatro di
Pozzuoli. In località San Marco e nel Fondo Ritiro sono venute alla luce
alcune epigrafi e due statue, raffiguranti "Dama"
e la moglie "Tertia". Due statue di Fauni e una di Ercole,
conservate nel Museo Archeologico di Napoli, provengono dalla frazione Pèndine,
dove è stato rinvenuto anche un Cellaio di epoca imperiale,
appartenente al Ninfeo, una Villa probabilmente destinata ad altro uso in epoca
paleocristiana.